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Abstract. The situation of the breeding avifauna in
Jtaly. The present state of the breeding avifauna in ltaly is described,
examining composition, phenology, corology, distribution, abundance, "value"
and evolution. Data are given up to 1994. At present the acknowledged species
for ltaly are 482 (295 non- Passeriformes and 187 Passeriformes). The breeding
species that have been recorded in the last decade are 246, but only 238 of them
are regularly breeding. Resident species represents 58.9 % of the total,
migratory ones (= summering) are 41.1%, although in both cases 22.8% of the
species has "mixed" populations. The corological composition confirms
a strong dominance of Paleartic species (45.6%), while Mediterranean species are
9.8%. As far as the distribution on the territory is concerned, 47% of
Passeriformes is present in at least a third of the Country, against 14.5% of
non - Passeriformes. The maximum abundance is between 0 and 200 m. and tends to
progressively decrease over 1000 m. From a quantitative point of view, 24.4% of
non-Passeriformes has "rare" populations, below 100 pairs, while the
percentage for Passeriformes is 3.5%. In the last 50 years the "new"
breeding species bave been 32 (31 immigrated, 1 introduced). The extinct species
are 11 (8 in the second half of our century). Reintroduction projects presently
known are 89, concerning 37 species (51.7 % Anatidae and 16.9% raptors).
Composizione e struttura fenologica
L’avifauna italiana risulta composta, a
tutto il 1994, da 482 specie appartenenti a 21 ordini e 69 famiglie (Brichetti
& Massa 1984, con aggiornamenti). Di queste 295 sono non-Passeriformi
e 187 Passeriformi. Attribuendo ad ogni taxon la fenologia più caratterizzante,
si rileva che le specie migratrici regolari (incluse le "estive") sono
il 41% (le svernanti regolari sono il 13,3%), le migratrici irregolari il 9%, le
accidentali il 23% (comprese quelle da confermare) e le sedentarie il 27%, ma
solo il 15% lo è in modo "stretto".
Le specie nidificanti segnalate nell’ultimo decennio circa sono 246 (131
non-Passeriformi e 115 Passeriformi) e rappresentano il 51% di quelle italiane.
Di queste 238 nidificano regolarmente, 7 sono irregolari e 1 è totalmente
ripopolata. Se si considera l’avifauna nidificante dal punto di vista
subspecifico, il numero di taxa aumenta a 290, per l’aggiunta di 44
popolazioni geografiche che caratterizzano soprattutto i sistemi insulari. Dal
punto di vista fenologico l'avifauna nidificante, escludendo presenze
occasionali o incerte, è composta da una maggioranza (58,9%) di specie
sedentarie, seguita da un 4 1,1% di "estive" (=migratrici
nidificanti). Nell’ambito di queste due categorie si rilevano però specie con
popolazioni "miste": in entrambi i casi il 22,8% delle specie possiede
popolazioni sedentarie od "estive" solo parzialmente.
Corologia
Dal punto di vista corologico, secondo la
classificazione proposta da Boano & Brichetti (1989) e Boano et al. (1990),
la composizione dell’avifauna nidificante conferma una netta preponderanza di
specie paleartiche (45,6%), ampio gruppo che include specie
olopaleartiche, euroasiatiche, eurocentroasiatico-mediterranee, euroturaniche
ecc., e una discreta rappresentanza di specie tipicamente europee (8,9%), a
conferma della marcata continentalità del territorio italiano. La significativa
presenza di specie tipicamente mediterranee (9,8%) deriva soprattutto dalla
posizione geografica della nostra penisola e dall’esistenza dei sistemi
insulari, mentre le Alpi determinano la presenza di 10 specie boreoalpine.

Fig. 1: Composizione corologica dell’avifauna
nidificante (n=246 specie). Ei = Endemica italiana; Co = Cosmopolita; PPA =
Paleartico-paleotropicale-australasiana; PP = Paleartico-paleotropicale; PA =
Paleartico-afrotropicale; PO = Paleartico-orientale; OL = Oloartica; Ne =
Neartica; Pa = Paleartica; Eu = Europea; Me = Mediterranea
Distribuzione sul territorio
La diffusione dei nidificanti sul territorio,
ricavata dai risultati dell’Atlante italiano (Meschini & Frugis 1993) e
aggiornata per le specie immigrate successivamente, viene espressa come numero
di quadranti in cui la specie è stata rinvenuta nidificante in modo certo o
probabile. Anche in questo caso il gruppo complessivamente più diffuso è
quello dei Passeriformi, con il 47% di specie presenti in almeno un terzo del
Paese, contro solo il 14,5% di non-Passeriformi; questi ultimi appaiono infatti
più "localizzati", con il 46,6% di specie nidificanti in meno di 40
quadranti e addirittura il 19,8% in meno di 5. I Passeriformi
"localizzati", cioé presenti in meno di 40 quadranti, sono solo il
6,1%. I taxa più "localizzati", con specie presenti in meno di 10
quadranti, sono i Ciconiformi, gli Anseriformi ed i Caradriformi; quelli più
"diffusi" (>500 quadranti) sono i Turdidi, i Silvidi ed i
Fringillidi.

Fig. 2: Diffusione dell’avifauna nidificante
per quadranti IGM (risultati dell'Atlante Italiano con aggiornamenti)
Distribuzione altitudinale
Riguardo alla distribuzione altitudinale,
espressa come numero cumulativo di specie che si riproducono nelle varie fasce
altitudinali, si rileva un progressivo e generale impoverimento specifico con l’aumentare
dell’altitudine. Mentre sopra i 1000 m il decremento appare moderato, sopra i
1900 m il fenomeno è molto accentuato, in quanto scompaiono quasi
contemporaneamente le specie legate alla vegetazione arborea. L’elevata
ricchezza specifica che si rileva tra 0 e 200 m è dovuta alla presenza di
numerose specie acquatiche che si riproducono nelle zone umide costiere e
pianeggianti, mentre la ricchezza si mantiene costante tra 300 e 1000 m, per la
presenza contemporanea di specie di "bassa montagna-collina" e di
"pianura" che penetrano nelle vallate alpine e appenniniche. I gruppi
che includono il maggior numero di specie diffuse sotto i 100 m sono gli Ardeidi,
gli Anatidi e i Caradriformi; quelli che appaiono più rappresentativi delle
alte quote (> 1000 m) sono i Tetraonidi, i Picidi, i Motacillidi, i
Prunellidiedi Turdidi.

Fig. 3: Ricchezza specifica (numero cumulativo di specie nidificanti)
per fasce altitudinali
Consistenza delle popolazioni
La consistenza numerica delle popolazioni nidificanti, espressa come
numero minimo e massimo di coppie rilevato nel periodo 1983-93, è ricavata da
Brichetti e Meschini (1993) e aggiornata al 1994 per le specie immigrate
successivamente. I valori evidenziano un andamento differente tra
non-Passeriformi e Passeriformi. Nel primo gruppo il 24,4% delle specie ha
popolazioni "rare" inferiori a 100 coppie, contro solo il 3,5% di
Passeriformi. Il 61,1% di non-Passeriformi ha popolazioni comprese tra 101 e 10
mila coppie, mentre il 75,6% di Passeriformi può definirsi
"comune" con popolazioni superiori a 10 mila coppie, anche se solo l’8,7%
può considerarsi veramente "abbondante" con popolazioni superiori al
milione di coppie. I non-Passeriformi "comuni", cioé con più di 10
mila coppie sono solo il 14,5%. I gruppi che annoverano una maggioranza
di specie rare con meno di 100 coppie, sono i Ciconiformi, gli Anseriformi, gli
Accipitriformi ed i Caradriformi; quelli che contano una preponderanza di taxa
"comuni" (> 100 mila coppie) sono i Turdidi, i Silvidi, i Paridi, i
Corvidi, i Passeridi ed i Fringillidi.

Fig. 4: Distribuzione di frequenza dell’avifauna
nidificante per classi di abbondanza (numero di coppie nidificanti)
"Valore" delle specie
Il "valore" delle specie nidificanti, ricavato dal recente lavoro
di Brichetti & Gariboldi (1992, 1994), è risultato più elevato nei
non-Passeriformi (58,1) rispetto ai Passeriformi (42,9), tenendo conto del
valore medio complessivo di 50,9, Se si confrontano la presenza e il valore di
non-Passeriformi e Passeriformi nell’ambito delle prime 50 specie dell’elenco
(valore medio 71,4) si rileva come i Passeriformi rappresentino solo l’8% ma
evidenzino un valore medio di 68,2 che si avvicina a quello dei non-Passeriformi
(71,6). Tra le ultime 50 specie (valore medio=33) il rapporto si capovolge a
favore dei Passeriformi, che sono l’84% e hanno un valore medio di 33,1 molto
vicino a quello di 32,5 dei non-Passeriformi. Il confronto tra i
taxa a livello di famiglie evidenzia, escludendo presenze alle due
estremità di gruppi composti da una o due sole specie e per questo poco
confrontabili, l’importanza di gruppi di non-Passeriformi, quali Sternidi,
Anatidi, Ardeidi, Laridi, Accipitridi e Falconidi. Tra i Passeriformi, il gruppo
più numeroso, i Silvidi, si colloca nella parte centrale dell’elenco, mentre
in coda si trovano Fringillidi, Corvidi, Paridi e Passeridi. Di tutto rispetto
il valore medio dei Lanidi.
Immigrazioni-estinzioni
Un primo bilancio circostanziato delle
variazioni dell’avifauna italiana avvenute negli ultimi 50 anni circa ci viene
proposto da Fasola & Brichetti (1993). I risultati attestano l’immigrazione
di 29 specie nidificanti, delle quali 17 (compresa una naturalizzata) risultano
attualmente affermate, 5 nidificano in modo irregolare, 2 erano già
verosimilmente presenti in tempi storici e 5 erano note in precedenza
come occasionali. Successivamente sono state accettate dal C.O.I. le prime
nidificazioni dell’Airone bianco maggiore, della Cicogna nera e dell’Allocco
degli Urali, per cui il totale delle specie immigrate aumenta a 32. Di queste,
il 50% è entrato a far parte della nostra avifauna negli ultimi 20 anni.
Non vengono considerate le specie introdotte per fini venatori od ornamentali ed
i nidificanti occasionali od incerti. I gruppi sistematici più rappresentati
sono i Caradriformi, gli Anseriformi ed i Ciconiformi. Le regioni più
"ospitali" sono state l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Sardegna.
Il bilancio tra specie immigrate e specie estinte nell’ultimo secolo è
nettamente a favore delle prime per una differenza di 21 specie. Tra le 11
specie estinte, 3 sono scomparse prima della metà di questo secolo e 8 nel
periodo successivo, soprattutto negli anni ‘50-’60,
il periodo più "cupo" per la nostra avifauna nidificante. I
tributi più elevati, con la scomparsa di ben5 specie, sono stati pagati
dagli Accipitriformi e, a livello regionale, dalla Sardegna.
Re-introduzioni
Secondo il recente
lavoro di Brichetti & Gariboldi (in stampa ) i progetti di
re-introduzione attualmente noti per l’Italia sono 89, relativi a37 specie
appartenenti a 14 famiglie, di cui una sola di Passeriformi. I gruppi
maggiormente interessati sono gli Anatidi (51,7%) ed i rapaci diurni (16,9%).
Alcune di queste specie rientrano tra quelle ritenute di maggiore
"valore" (cfr. Brichetti & Gariboldi 1993, 1994). Non vengono
considerati i progetti relativi alla Taccola, già in parte attuati in alcuni
centri urbani per motivi di controllo delle popolazione urbane di piccioni. Tra
i principali promotori dei progetti, le Associazioni ambientaliste (per es.
LIPU, WWF) da sole raggiungono il 57,3%, seguite dagli Enti pubblici e dai
privati, mentre trascurabili (2,3%) sono i progetti nati dall’iniziativa di
Università ed altre strutture di ricerca. Attualmente solo l’11,2% dei
progetti risulta attuato, mentre il 56,2% è in corso e il 24,7% è
rimasto sulla carta, proposto o ipotizzato.
Bibliografia
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Riv. ital. Orn. 59:141-158.
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classificazione corologica degli uccelli italiani. Il. Passeriformi e specie
accidentali. Riv. ital. Orn. 60:105-118.
Brichetti P. & Gariboldi A. (1992). Un "valore" per le specie
ornitiche nidificanti in Italia. Riv. ital. Orn. 62:73-87.
Brichetti P. & Gariboldi A. (1994). A method for defining the value of
breeding birds. Museo regionale di Scienze naturali di Torino, Atti: 277-283.
Brichetti P. & Gariboldi A. (in stampa). Reintroduzioni di specie ornitiche:
progetti e problematiche in Italia. Suppl. Ric. Biol. Selvaggina INFS.
Brichetti P. & Massa B. (1984). Check-List degli Uccelli italiani. Riv. ital.
Orn. 54:3-37.
Brichetti P. & Meschini E. (1993). Stima delle popolazioni di uccelli
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estinte e introdotte (pp. 285-289). In: Meschini, E. & Frugis, 5. (a cura
di) Atlante degli uccelli nidificanti in Italia. Suppl. Ric.Biol. Selvaggina
INFS, vol.XX.
Fasola M. & Brichetti P. (1993). Colonizzazioni recenti nell’avifauna
italiana. Suppl. Ric. Biol. Selvaggina lNFS, vol. XXI:5l-65.
Meschini E. & Frugis 5. (a cura di) Atlante degli uccelli nidificanti in
Italia. Suppl. Ric. Biol. Selvaggina INFS, vol.XX, 346 pp.
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